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Silografia di Cornelia Forster
 

Cerco di illustrarvi brevemente qual è la filosofia che sta alla base del mio lavoro con i giovani che ho in affidamento. Attualmente viviamo in un'epoca affascinante. Tutto è in continuo mutamento. Mai prima d'ora vi sono stati così tanti scambi culturali a livello mondiale. Ideologie, fedi, concetti e principi si disintegrano. Le certezze di una volta diventano obsolete. Viviamo sicuramente in un'epoca molto interessante. Che a me piace. Ma è diventato anche un mondo difficile. Viviamo in una società dei consumi dura e competitiva. La superstizione materialistica predomina. Le conoscenze ed i valori della vita interiore si perdono ed a molti rimangono del tutto sconosciuti. L'anelito dell'essere umano verso una sua realizzazione si esaurisce soprattutto nelle esteriorità. Perciò è del tutto logico, in fondo, che così tanti giovani d'oggi facciano ricorso alla droga per "consumare" pace interiore, calma e felicità. Fare una divisione fra vita materiale e vita spirituale è assurdo. C'è una sola vita. Ma è importante che l'attenzione dell'essere umano non sia rivolta solo al mondo esteriore o al mondo interiore, bensì che ci sia un equilibrio fra mondo interiore e mondo esteriore. Un "io" costruito solo sulle esteriorità, senza l'esperienza centrale del proprio essere, non riesce a vivere in maniera sana. Il mio compito è quello di ristabilire quest'equilibrio dinamico fra mondo esteriore e mondo interiore, in modo che questi giovani possano di nuovo svilupparsi ed evolvere autonomamente. Nella vita di tutti i giorni ci deve essere movimento, ma anche tranquillità e bellezza. L'input di tutte le percezioni sensoriali dovrebbe essere benefico e bello. E quando la mente riprende a funzionare in modo più chiaro e tranquillo, il mio compito è di animare, stimolare, far scoccare delle scintille affinché la fiamma interiore si ravvivi. Il giovane deve poter ritornare a vivere di propria iniziativa ed a sprigionare energia. Deve imparare a sperimentare la forza e la bellezza della sua coscienza interiore, trovare un'attitudine centrale che gli permetta di vivere pienamente. Come già detto, il mio compito è "far scoccare delle scintille", affinché il fuoco interiore si ravvivi. Questo processo può assumere indifferentemente varie forme culturali, musica, canto, yoga, ceramica, altre forme d'espressione artistica, o tutte queste forme. Ciò che importa è che la vita interiore si risvegli e torni ad imprimere un indirizzo all'esistenza. Dall'avere all'essere, questa è la strada. A questo punto, sarete sicuramente tentati di classificarmi. Per me le ideologie ed i principi non hanno grande importanza. Non sono né buddista, né induista, zoroastiano, cristiano, musulmano o ebreo. Non appartengo a nessuna religione, setta o partito politico. Per me le varie religioni sono l'espressione, in linguaggi culturali diversi, del medesimo anelito dell'essere umano. Dato però che ho un'attitudine religiosa nei confronti della vita, potrei anche dire che appartengo a tutte le religioni. Personalmente pratico da anni lo yoga come disciplina spirituale. Universalità e tolleranza sono importanti per me. Fanatismo, ideologia ed intolleranza invece mi creano difficoltà. Ogni essere umano dovrebbe poter vivere la natura divina della sua consapevolezza, provare gioia, amore e pace nel proprio cuore. Quale forma culturale egli dia poi a quest'esperienza, per me è di secondaria importanza. L'esperienza è la cosa più importante. Purtroppo le esperienze non si possono trasmettere. Ognuno deve fare le sue esperienze. Anche le parole sono utili solo se la comprensione c'è già. Così non posso fare altro che creare le condizioni generali affinché la vita possa di nuovo svilupparsi in tutti i campi.

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